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Daniela Mainenti (YMCA Italia): “Pronti a portare le studentesse afghane nei nostri campus”

PALERMO – “L’idea è quella dei corridoi universitari ovvero  permessi studio per studenti e studentesse  afgane costrette, con l’insediamento del governo talebano, a interrompere e abbandonare gli studi a causa della segregazione di genere”. Daniela Mainenti (nella foto), docente di diritto processuale penale comparato e responsabile nazionale per le attività universitarie e post laurea della Fondazione Ymca Italia, non ha dubbi sul fatto che si possa contribuire a ridare un futuro alle donne afgane, vessate e oppresse da un regime che annulla tutte le loro libertà e ne calpesta i diritti.

“A breve ci confronteremo sulle iniziative da realizzare per sostenere le donne e le studentesse afgane – aggiunge la Mainenti -, portarle a studiare qui in Italia e fornire loro tutti gli strumenti per un futuro di  crescita personale e professionale. La fondazione Ymca Italia metterebbe a disposizione i propri campus di Catania e Roma, perché non è concepibile assistere a queste violazioni di diritti umani senza affrontare con determinazione questa emergenza. Ci auguriamo in tal modo  di sostenere le azioni, al momento in atto,  in cui sono impegnate molte realtà istituzionali, valutando con loro la fattibilità eventuale, e realmente concreta, delle iniziative da intraprendere.  La privazione dei diritti sulla base del genere non viola solo  le donne afgane ma, implicitamente,  l’intero genere femminile”.

“Bisogna acquisire consapevolezza che queste forme di segregazione, limitazione di libertà, negazione di diritti – conclude la Mainenti – non sono solo crimini contro le donne ma contro l’umanità tutta. Non le si può relegare al solo perimetro geografico degli eventi di guerra ”.

La YMCA (Young Men’s Christian Association) è un’organizzazione internazionale presente in 119 Paesi del mondo e che raggiunge 58 milioni di persone: è stata fondata a Londra il 6 giugno 1844 da George Williams, insieme ad altri undici giovani, con l’intento di promuovere una vita migliore e tutelare i diritti dell’individuo a seguito delle profonde modificazioni economiche e sociali derivanti dalla rivoluzione industriale verificatasi in quegli anni.

Nel corso degli anni ha realizzato diversi programmi per i prigionieri ed i rifugiati, le azioni fatte durante la 1° e la 2° guerra mondiale valsero all’YMCA il riconoscimento del premio Nobel per la pace nel 1946.    

Quest’anno la Ymca Italia compie 75 anni.

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