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Nissoli: “Gli eletti all’estero devono curare gli interessi di tutti i cittadini e non dei partiti”

ROMA – “Noi eletti all’estero curiamo gli interessi di tutti i cittadini e non dei partiti”: l’onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli (nella foto sopra), deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America, replica così a Tommaso Edoardo Frosini, professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato e Diritto Costituzionale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, sentito nei giorni scorsi dalla Giunta delle Elezioni della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero” sul voto all’estero. 

Il professore, nel corso dell’audizione, è intervenuto dicendo che i parlamentari eletti all’estero sono “difficilmente identificabili con i movimenti politici, anche perché tendenzialmente, e lo dico con tutto il rispetto, mi sembra che siano frequenti i casi di cambiamenti”, segno “che non sono portatori di idee politiche, quanto piuttosto degli interessi degli italiani all’estero”. Dunque “non rappresentano quello che si pensava potessero rappresentare, cioè un aumento del consenso a favore dei tradizionali partiti politici esistenti nel nostro territorio. Perché sono lontani e forse non conoscono nemmeno la storia dei partiti vecchi e nuovi che sorgono in Italia. Forse non hanno una ‘spinta’ di tipo politico tale da farsi portatori di quella volontà politica, ma piuttosto, come è giusto che sia, di rappresentare gli interessi degli italiani che risiedono all’estero”.

“Mi sia consentito – dichiara l’onorevole Nissoli – ringraziare il professor Frosini per l’illuminante analisi sulla funzione dei deputati, in particolare quelli eletti all’estero. Devo ammettere che, forse un po’ ingenuamente, ho sempre pensato che gli eletti dal popolo dovessero rappresentarlo, ovvero rappresentare le istanze dei cittadini cercando, in ogni modo, di dare loro risposte adeguate e, soprattutto, concrete. Credo, a questo punto, di aver mal interpretato anche l’articolo 67 della Costituzione, che sicuramente il professore ben conosce: ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. Ovvero, avevo inteso che la Nazione sono i cittadini, non i partiti. Ora, viceversa, scopro che, sempre secondo il professore, noi deputati eletti all’estero abbiamo la colpa di “non rispondere ai partiti, ovvero di non curare i loro interessi”.

“Sono consapevole che, purtroppo, vi siano colleghi più interessati a preservare gli interessi personali – prosegue la parlamentare di Forza Italia – rispetto a quelli dei partiti, ma non ero consapevole che dovessimo essere semplici ‘dipendenti’ il cui ruolo sarebbe quello di occuparsi meramente degli interessi di parte. Chi ha voluto gli eletti all’estero, fra i primi il partito in cui mi onoro di militare, non ha fatto calcoli matematici ma ha visto la opportunità di dare voce a quei milioni di connazionali che, nell’avanzare le proprie istanze, ricambiano con un amore incondizionato verso la Patria di origine e forniscono, per quanto non sempre accettate, incredibili opportunità di crescita, nel mondo, per il nostro Sistema Paese”.

“Mi viene il dubbio – conclude l’onorevole Nissoli – che l’obiettivo del professore, con questa quanto meno singolare chiave di lettura, sia quello di rendere ancora più abissale la distanza fra eletti ed elettori. Molti di noi, deputati eletti all’estero, viceversa, continuiamo a ritenere che il nostro mandato sia rappresentare l’interesse dei cittadini, tutti, anche quelli che non ci hanno votati”.

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