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Tfc, un segnale alla comunità italiana

TORONTO – L’arrivo a Toronto di Lorenzo Insigne rappresenta un colpo di mercato che non ha precedenti nella storia dell’Mls. In passato la lega nordamericana ha visto arrivare grandi nomi, da Ibrahimovic a Beckham, da Pirlo a Villa, passando per Higuain e Kakà: stelle di primo piano nel panorama calcistico mondiale, arrivate però nella fase calante della loro roboante carriera, campioni venuti nell’Mls per monetizzare l’ultimo – Ibra è un’eccezione – importane contratto prima di appendere le scarpe al chiodo e dire addio al calcio. 

Giovinco è stato un caso a parte. Se da un lato è vero che quando giunse a Toronto aveva ancora 28 anni, è altrettanto assodato che il fantasista ex Juventus non era mai stato una stella di prima grandezza nel calcio che conta.

Come ha ribadito lo stesso Giovinco qualche giorno fa, quando nel 2015 gli arrivò l’offerta irrinunciabile del Toronto Fc, lui si trovava ai margini della Juve, in scadenza di contratto e in panchina, con poche prospettive di trovarsi un nuovo importante contratto con una big italiana.

Per Insigne, invece, il discorso è completamente diverso. Stiamo parlando di un giocatore nel pieno della propria maturità calcistica – a giugno compierà 31 anni – titolarissimo della Nazionale Azzurra fresca campione d’Europa, con una carriera di primo ordine nel Napoli, un giocatore che ogni anno si fa ammirare non solo in Serie A ma in Champions League o in Europa League. Un giocatore decisivo, capitano del club partenopeo, ammirato in tutto il mondo.

Un giocatore che da solo potrebbe spostare gli equilibri dell’intero soccer nordamericano (qui sotto, il video pubblicato dal Toronto Fc su Facebook, intitolato “Just a little taste of what you can expect from ✨𝙄𝙇 𝙈𝘼𝙂𝙉𝙄𝙁𝙄𝘾𝙊✨

Perché è chiaro che il Tfc, dopo l’ultima disastrosa stagione, ha voglia di un rilancio in grande stile e quello di Insigne è solo il primo acquisto di un processo di rinnovamento dell’organico per poter essere competitivo sin da subito nella lotta per il primato.

C’è poi un secondo aspetto, squisitamente commerciale, che non deve essere sottovalutato. Con l’arrivo di Insigne la MLSE – proprietaria dei Reds e delle altre franchigie sportive di Toronto – ha lanciato un segnale ben preciso alla comunità italocanadese della Gta: per il rilancio del Tfc è irrinunciabile l’apporto e il calore della tifoseria di origine italiana.

Ci si aspetta di ripetere, in grande, quanto già accaduto con l’arrivo nel 2015 di Giovinco: BMO sempre sold out, entusiasmo alle stelle, boom degli introiti nel merchandising, contratti pubblicitari, visibilità internazionale. Il tutto, poi, tenendo conto che tra quattro anni il Canada, insieme agli Stati Uniti e al Messico, ospiterà per la prima volta la Coppa del Mondo di calcio.

Insomma, l’appeal che Insigne può avere nella tifoseria di origine italiana farà da traino a un rilancio dell’intero movimento calcistico a Toronto e dintorni, visto anche lo scarso successo ottenuto – almeno fino a questo momento – dal lancio della Canadian Premier League.

L’immagine in alto è tratta dal profilo Facebook del Toronto Fc

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