La solitudine di Putin, lo zar folle

ROMA – Quando fu eletto Presidente della Russia Putin, nel discorso di accettazione citando la caduta del muro di Berlino del novembre 1989, disse che si sarebbero evitati tanti problemi se l’Europa Orientale non fosse stata lasciata dai russi così frettolosamente. Egli era convinto che il più macroscopico errore che la Russia bolscevica avesse mai potuto commettere era stato quello di permettere l’indipendenza delle Repubbliche che gravitavano nell’orbita sovietica, soprattutto di quelle slave, creando “il più grande gruppo etnico del mondo, quello russo diviso da confini di Stato”. 

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