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Trump, Mercosur e il nuovo ordine commerciale: gli USA non sono più indispensabili

worldwide journalists, April 4, 2025April 5, 2025

Pubblichiamo, qui di seguito, l’editoriale di aprile di Giuseppe Arnò, direttore de La Gazzetta italo-brasiliana, rivista on line degli Italiani in Brasile. 

SAN PAOLO (Brasile) – Scrocconi, sanguisughe, odiosi e chi più ne ha più ne metta. Ecco come ci definisce il presidente-dittatore Donald Trump. Un uomo che al suo insediamento aveva promesso: «Non sarò un dittatore, tranne che nel primo giorno». Eppure, quel “primo giorno” sembra essersi trasformato in un’era senza fine, fatta di confini chiusi, trivellazioni selvagge, dazi punitivi e guerre commerciali senza quartiere. Il motto della sua amministrazione? “Business first” – e al diavolo la geopolitica che ha garantito la pace e la stabilità in Europa per quasi un secolo.

Eppoi, considerando a fondo la questione, potremmo affermare che lo scroccone o l’approfittatore che dir si voglia sia stata, tutto sommato, l’America: nel dopoguerra e negli anni successivi essa ha voluto dividere il mondo in due blocchi, accaparrandosi l´Europa; ha fatto di quest´ultima la base avanzata per le sue guerre, dirette o no, per diffondere, a suo dire, la democrazia nei paesi musulmani… ricchi di risorse naturali; e ha infine utilizzato il Vecchio Continente come mercato principale per le sue esportazioni. In altre parole, se gli USA hanno investito in difesa e aiuti nel nostro continente non lo hanno di sicuro fatto a titolo di beneficenza.

Ma se Trump, allo stato delle cose, vuole isolarsi, l’Europa può fare lo stesso nei suoi confronti. Gli USA non sono più un partner commerciale affidabile, e questa non è una sconfitta, ma un’opportunità. Anzi, ancora una volta dimostrano di non perdere l’abitudine di abbandonare amici e alleati ex abrupto, come già fatto in altre occasioni storiche. In un mondo multipolare, l’Unione Europea non può restare legata a un alleato che cambia le regole del gioco a suo piacimento. Ecco perché l’accordo con il Mercosur, il blocco economico sudamericano, è una svolta epocale.

Un nuovo orizzonte: l’accordo UE-Mercosur

Grazie alla leadership della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, l’UE ha stretto un’intesa storica con il Mercosur, composto da Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile, Bolivia, Perù, Colombia e Ecuador. Un accordo che non solo ridisegna gli equilibri economici globali, ma dimostra che l’Europa sa reinventarsi e trovare nuove strade quando necessario.

Con questa intesa, le imprese europee risparmieranno oltre 4 miliardi di euro in dazi doganali all’anno, con un impatto diretto sulla competitività delle nostre esportazioni. Inoltre, il rafforzamento delle catene del valore nei settori strategici, come le materie prime e le tecnologie verdi, rappresenta un vantaggio che nessun dazio americano potrà mai compensare.

Il Mercosur: un partner affidabile, senza ricatti

Mentre Trump impone dazi e minaccia guerre commerciali, il Mercosur offre regole chiare e stabilità. L’accordo garantisce il rispetto degli standard europei su sicurezza alimentare e diritti del lavoro, proteggendo al contempo gli agricoltori europei da una concorrenza sleale. Con oltre 350 prodotti europei protetti da indicazioni geografiche, i nostri marchi distintivi non saranno minacciati da imitazioni di bassa qualità.

Sostenibilità e strategia: la risposta europea al protezionismo USA

Trump potrebbe non curarsene, ma il futuro del commercio internazionale è legato alla sostenibilità. L’accordo UE-Mercosur pone l’Accordo di Parigi al centro della cooperazione, con impegni concreti contro la deforestazione e per la protezione dell’ambiente. Mentre gli USA si chiudono in se stessi, noi guardiamo avanti: 1,8 miliardi di euro di aiuti UE supporteranno la transizione verde e digitale nei paesi Mercosur, rafforzando un partenariato basato su valori comuni e non su imposizioni, minacce e ricatti.

L’Europa non si fa ricattare

Con oltre 700 milioni di persone coinvolte, questa intesa crea una delle aree di libero scambio più grandi del mondo. Significa crescita, opportunità e posti di lavoro per entrambe le parti. E, soprattutto, significa che l’UE non accetterà più di essere schiava dell’imprevedibilità americana.

Trump ha voluto giocare duro? Bene. L’Europa risponde con strategia e visione. Gli USA non sono più indispensabili. Il Mercosur è pronto a prendere il loro posto. 

Giuseppe Arnò dirige La Gazzetta italo-brasiliana

 

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