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Candidati bocciati, tanto vale votare per quello “morto”

TORONTO – Il 3 novembre 2020 il repubblicano David Andahl vinse le elezioni per un seggio nell’assemblea legislativa del North Dakota. Gli elettori gli assegnarono il 36 per cento delle preferenze, sufficienti al candidato per vincere le elezioni. E questo nonostante che Andahl fosse morto di Covid un mese prima, il 5 ottobre. L’elettorato, pur di non votare gli altri candidati, preferì eleggere chi era già passato a miglior vita… Read More in Corriere Canadese >>> 

Candidates rejected, might as well vote for the “dead” one

TORONTO – On November 3, 2020, Republican David Andahl won the election for a seat in the North Dakota Legislature. Voters gave him 36 percent of the vote, enough for the candidate to win the election. And this despite the fact that Andahl had died of Covid a month earlier, on October 5. The electorate, in order not to vote for the other candidates, preferred to elect the one who had already passed to a better life. In the last federal election in the Spadina-Fort York district we witnessed something similar.

Leader-bashing: lo sport estremo della politica

TORONTO – Dopo un’elezione clamorosa che ha visto solo il 59% di affluenza alle urne, il pubblico è pronto per uno sport più interessante. I risultati ufficiali delle elezioni in Canada non sono ancora pubblici, ma i leader dei partiti vengono inseriti nell’elenco delle specie in via di estinzione. Sì, questo elenco include il leader del Partito Liberale, Justin Trudeau, primo ministro e “ragazzo d’oro” politico. Il Partito Liberale oggi “appartiene” al suo leader più di quanto gli altri partiti ai propri leaders… Read More in Corriere Canadese >>> 

Max Bernier ha tolto ben ventuno seggi al Partito Conservatore

TORONTO – Le divisioni a destra sono state pagate a caro prezzo da Erin O’Toole. A tre giorni di distanza dal voto federale, con i dati definitivi di Elections Canada, è possibile effettuare un’analisi comparata delle preferenze totali ricevute dai vari partiti in corsa in tutte le circoscrizioni canadesi. Ebbene, sono 21 i distretti federali dove la somma dei voti per i candidati conservatori e quelli del People’s Party di Maxime Bernier (nella foto) è superiore al totale delle preferenze ottenute dal candidato che alla fine ha conquistato il seggio. In pratica, se non ci fosse stata la spaccatura tra i due tronconi della destra canadese, in questi 21 distretti il candidato conservatore avrebbe vinto… Read More in Corriere Canadese >>> 

Leader-bashing: the not-so-new political blood sport

TORONTO – After a ho-hum election that saw a mere 59% voter-turnout, the public is ready for more interesting sport. The official results from Elections Canada are not yet public but Party leaders are being placed on the endangered species list. Yes, that includes Liberal Party Leader, Justin Trudeau, Prime Minister and political “golden boy”. The Liberal Party today “belongs” to its leader more so than any of the others do to theirs. 

Nessun mandato chiaro dopo il 20 settembre

TORONTO – Non ci sono esperti obiettivi per interpretare, e soprattutto mettere in pratica, i risultati di queste ultime elezioni in Canada. Alcuni osservatori sono più informati di altri sui precedenti. Ma, trattandosi di un atto politico e non di una decisione esecutiva di un tribunale, tutto è negoziabile, entro limiti generalmente accettati… Read More in Corriere Canadese >>> 

Nelle foto, Erin O’Toole e Justin Trudeau

Il clima d’incertezza rimane anche dopo le elezioni federali

TORONTO – Le elezioni federali non hanno risolto il clima d’incertezza che caratterizza la politica canadese dal 2019. Lo strappo voluto da Justin Trudeau, con il salto nel buio rappresentato dal voto anticipato durante la quarta ondata delle pandemia, non ha portato chiarezza nei rapporti di forza tra i partiti e gli equilibri politici alla House of Commons. A conclusione di questa tornata elettorale ci troviamo esattamente dove eravamo partiti: con un governo di minoranza, con le opposizioni troppo deboli per sabotare l’agenda politica del primo ministro liberale e con un elettorato frammentato e diviso… Read More in Corriere Canadese >>> 

Political uncertainty remains even after the federal elections

TORONTO – The federal elections have not resolved the climate of uncertainty that has characterized Canadian politics since 2019. The tear wanted by Justin Trudeau, with the leap in the dark represented by the early vote during the fourth wave of the pandemic, has not brought clarity in the balance of power between the parties and the political balances to the House of Commons. At the end of this election we find ourselves exactly where we started: with a minority government, with the oppositions too weak to sabotage the political agenda of the liberal prime minister and with a fragmented and divided electorate. 

Il vero risultato della notte elettorale

TORONTO – Il giorno delle elezioni – l’ultimo – sembra già così lontano. È stata una distrazione momentanea dalla nostra vita quotidiana, uno schema che è arrivato a definirci come canadesi. Ci piace essere lasciati soli a perseguire qualsiasi cosa e qualsiasi interruzione è semplicemente questo, una breve pausa che dura non più dei 15 minuti necessari per mettere una x accanto al nome di qualcuno… Read More in Corriere Canadese >>> 

Il paradosso: perdono tutti, l’unico vincitore non riesce ad entrare alla Camera

TORONTO – Tanti sconfitti, un unico vincitore che, paradossalmente, non riesce nemmeno a farsi eleggere e resta fuori dal parlamento. Sono questi i dati principali che emergono dalla consultazione elettorale di lunedì. I leader dei principali partiti in corsa hanno fallito miseramente i loro obiettivi principali, mentre gli equilibri parlamentari tra le forze politiche rimangono praticamente immutati… Read More in Corriere Canadese >>> 

The real outcome of election night

TORONTO – Election day – the last one – seems already so far away. It was a momentary distraction from our everyday lives, a pattern that has come to define as Canadians. We like to be left alone to pursue whatever and any interruption is merely that, a brief pause lasting no more that the 15 minutes required to place an x beside someone’s name.