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Al via il primo Festival Internazionale della Pace attraverso il Turismo, organizzato in Iran da un italiano

TEHERAN – È italiano l’ambasciatore globale e inviato speciale in Iran dell’Istituto Internazionale per la Pace attraverso il Turismo (IIPT, New York). Esperto della relazione tra cultura, turismo e dialogo interculturale per la pace, Fabio Carbone (nella foto, tratta dal suo profilo Facebook) e il suo team a Teheran stanno ultimando i preparativi per la prima edizione del Festival della Pace attraverso il Turismo. 

Il Festival avrà inizio il 21 settembre (Giornata internazionale della Pace) e culminerà il 27 settembre (Giornata internazionale del Turismo), rappresentando dunque un ponte simbolico tra il concetto di pace e turismo. L’evento sarà ibrido, quindi realizzato online e offline a partire da Teheran, con numerosi partecipanti frsa i quali lo stesso Carbone che è ricercatore e docente di International Tourism Management all’Università di Coventry (Regno Unito), ambasciatore dell’Istituto Internazionale per la Pace attraverso il Turismo e membro del SCIENTIFIC COUNCIL OF PLACES OF PEACE ROUTE  e del Global Diplomatic Forum.

La sessione d’apertura conterà con la presenza di Taleb Rifai, ex Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, e il direttore e fondatore dell’IIPT, Louis d’Amore. La sessione verrà aperta dalla performance della pianista italiana Daniela Roma, dagli Stati Uniti, e il chitarrista iraniano Mahan Malek, dall’Iran.

(il programma del Festival: cliccate sull’immagine per ingrandirla)

“Il turismo – spiega Carbone – continua ad essere visto quasi esclusivamente come veicolo di sviluppo economico, trascurando l’aspetto sociale del fenomeno, dunque il suo potenziale come promotore di dialogo e pace tra i popoli. L’IIPT promuove globalmente l’idea di un ‘compito più nobile del turismo’ attraverso iniziative che sensibilizzino sul tema il settore pubblico e privato e i viaggiatori stessi. In questo particolare periodo di forte instabilità geopolitica, insicurezza internazionale percepita da ognuno di noi, soprattutto a partire dal Medio Oriente, il messaggio ottimista e l’appello a contribuire attivamente per la creazione di un mondo più giusto assume dunque un’importanza fondamentale”.

In tale contesto Fabio Carbone fa sua la frase dell’amato Gino Strada: “Non siamo pacifisti, noi siamo contro la guerra”, volendo sottolineare che l’approccio al tema non vuole essere affatto naïf, bensì scientifico, ragionato. Ed è questo che si farà dal 21 al 27 settembre durante il Festival: si dibatterà sul tema della pace attraverso il turismo da diversi punti di vista – dall’identità alla gestione dei beni culturali; dell’eguaglianza di genere all’inclusività; dal ruolo dei musei a quello dei viaggiatori e delle popolazioni locali. In queste ore si sta lavorando assiduamente per cercare di coinvolgere anche rappresentanti del turismo e della cultura da Kabul, Afghanistan, coi quali l’italiano Fabio Carbone aveva contatti fino alla presa di potere del paese da parte dei Talebani.

Citando Taleb Rifai nel suo ultimo discorso come Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, Carbone conclude: “Indipendentemente dal settore in cui lavoriamo, non dovremmo mai dimenticare che il nostro business principale è quello di rendere il mondo un posto migliore”.

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