Skip to content
Canadian National Multimedia Newsgroup Canadian National Multimedia Newsgroup
  • Home
  • About Us
    • Privacy Policy
  • Your Preferences
    • Editorials
    • Gastronomy
    • Health & Medicine
    • Interviews
    • Community
    • News Updates
    • Opinion
    • Podcasts & Videos
    • Politics
    • Show Biz
    • Sport
  • Contact Us
Canadian National Multimedia Newsgroup
Canadian National Multimedia Newsgroup

Quelle vite interrotte in quindici scatti d’autore: Frattura Vecchia rivive nella mostra di Cindi Emond

Marzio Pelù, May 1, 2021August 25, 2023

Segni di vite interrotte, congelati nel tempo e, oggi, immortalati dagli scatti di una fotografa che ha deciso di documentare un evento dimenticato dai più. La storia che racconta la mostra virtuale “For all the ‘I love you’s’, we forgot to say” (inaugurata oggi e visitabile sul link https://cindiemondcontact2021.com fino al 31 maggio) è quella del terremoto di Frattura Vecchia, in Abruzzo, Italia.

Correva l’anno 1915: la maggior parte degli uomini del villaggio era già emigrata in Canada e negli Stati Uniti e gli uomini rimasti, noti per la loro eccellenza nella tosatura delle pecore, al momento della scossa – era la mattina del 13 gennaio – erano lontani dal paese via per la tradizionale “transumanza”. Morirono donne, bambini, anziani. Più di cento. Chi si salvò, lasciò per sempre il villaggio che è rimasto, per oltre cent’anni, come “sospeso” nel tempo. E la fotografa italo-canadese Cindi Emond (nella foto sotto), che ha vissuto e lavorato a Roma negli ultimi vent’anni, ha deciso di andare là e di immortalare ciò che il terremoto, allora, e poi il tempo, dopo, non sono riusciti a portare via. Quindici scatti emozionanti, pieni di storia e di vite spezzate.

“Ho fotografato le rovine del villaggio ormai invase dalla vegetazione – racconta Cindi – e ho anche incontrato un uomo la cui casa di famiglia era ancora intatta: mi ha invitato a visitarla. È una specie di capsula del tempo: è stata abbandonata e chiusa nel giorno del terremoto, diventando il testamento della famiglia che vi abitava… ci sono i letti, una culla, coperte e un paio di stivali stringati da donna. Nella cucina buia, una pentola è ancora sul fornello e le bottiglie di vino sul tavolo: una scena di vita domestica sospesa che non riprenderà mai più” (nella foto in alto, un particolare della cucina; nella foto sotto, gli stivali sul tavolo).

Il villaggio di Frattura Vecchia (nome omen, è proprio il caso di dirlo) non è stato più ricostruito in quella posizione perché si trovava su una faglia geologica a forte rischio sismico. I sopravvissuti alla tragedia dovettero aspettare quasi vent’anni per avere un paese nuovo, in un’altra zona: Frattura Nuova. Ma nel vecchio paese ci sono ancora segni di vita. Oggi, infatti, i discendenti degli abitanti di allora coltivano gli appezzamenti di terreno dell’antico villaggio. Forse anche per tenere vivo il ricordo dei loro familiari strappati via in pochi secondi. “Ho scattato, tra le altre, alcune immagini di un contadino che lavora – racconta ancora Cindi – mentre in lontananza il verde lussureggiante e la catena montuosa dell’Appennino creano uno sfondo maestoso”.

“Infine, un pastore ha attraversato il villaggio fantasma con il suo gregge mentre ero lì e ho deciso di accompagnarlo per oltre un’ora. Ho così potuto catturare alcune emozionanti immagini di quest’antica tradizione (nella foto sotto), giacché la ‘transumanza’ continua ancora oggi in questa zona dell’Abruzzo: avviene quando i pastori spostano le loro greggi a Sud, verso altre aree più temperate per l’inverno, principalmente in Puglia. Ciò consente al bestiame ed alle pecore di pascolare su un terreno non ghiacciato, poiché l’inverno è molto rigido in Abruzzo. È una tradizione candidata ad entrare nell’Unesco come parte del patrimonio culturale e storico italiano”, sottolinea Cindi.

 

La mostra, organizzata con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto e dell’Ambasciata del Canada in Italia, fa parte della 25esima edizione dello Scotiabank Contact Photography Festival, Toronto, Canada.

Ecco un altro link alla mostra, attraverso il catalogo del Scotiabank Contact Photography Festival : https://scotiabankcontactphoto.com/exhibition/cindi-emond-for-all-the-i-love-yous-we-forgot-to-say/

Per ulteriori informazioni sull’artista: www.cindiemondphotography.com

Culture Featured History Italian cindicultured’autore:emondfeaturedfratturahistoryinterrotteitalianmostranellaquellequindicirivivescattivecchiavite

Post navigation

Previous post
Next post

Related Posts

Canada

Italian Canadians pro Human Rights and Peace at UN

November 9, 2022August 25, 2023

…

Read More

Budget, sondaggi e accordo con Ndp, per Trudeau sarà un anno di fuoco

January 20, 2023August 25, 2023

…

Read More

Another shutdown at Canada’s largest postal processing plant

April 28, 2021August 25, 2023

…

Read More

Latest Articles

  • CORRIERE CANADESE / Ma quale ambiente: ora per i canadesi la priorità diventa la crescita economica May 12, 2026
  • CORRIERE CANADESE / Crollo dei viaggi canadesi negli Usa: -42% May 12, 2026
  • Chute des voyages canadiens vers les États-Unis : -42 % May 11, 2026
  • Collapse in Canadian travel to the U.S.: -42% May 11, 2026
  • CORRIERE CANADESE / Cusma, tariffe ed export: il Canada davanti a un bivio May 11, 2026

Search Articles by Date

May 2026
M T W T F S S
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
« Apr    

Our Sponsors

Lido Construction Pascale_Di_Poce
©2026 Canadian National Multimedia Newsgroup | WordPress Theme by SuperbThemes